1. Con sentenza n. 507/1998 del 29 maggio 1998, il TAR Puglia , Sezione di Lecce, dichiarava irricevibile il ricorso del signor L. De D. diretto all’annullamento dei seguenti atti:
– provvedimento del Sindaco di Supersano, recante diniego di concessione edilizia (atto n. 430 del 23 luglio 1978), per la costruzione di un locale destinato ad essiccamento tabacco nonché ampliamento della casa colonica ;
– tutti gli atti di formazione, adozione ed approvazione della variante al P.di F. del Comune di Supersano adottata dal Comune con deliberazione giuntale 26 giugno 1976 n. 114 , e in particolare, oltre alla predetta deliberazione, delle deliberazioni consiliari n. 110 e 111 in data 27 novembre 1978 nonché della deliberazione della Giunta regionale 5 febbraio 1979, n. 537 e del decreto del Presidente della Giunta regionale 17 aprile 1979, n. 597 (approvazione regionale della variante).
La sentenza è stata appellata dagli eredi di L. De D..
Le Amministrazioni intimate non si sono costituite il giudizio.
Alla pubblica udienza del 16 novembre 2010 il ricorso in appello è passato in decisione.

DIRITTO
1. L’appello è infondato, come da motivazione.
2. Oggetto del contendere è il provvedimento n. 430, in data 23 luglio 1978, con il quale il Sindaco di Supersano ha negato la concessione edilizia richiesta dal signor L. De D. per la costruzione di un locale destinato ad essiccamento tabacco nonché ampliamento della casa colonica.
Il diniego, notificato il 7 agosto 1979, è motivato con il rilievo che il terreno interessato dalla edificazione "insiste su zona di rispetto".
Il signor De D., acquisito per le vie brevi dagli Uffici comunali, che il vincolo era imposto da una variante al P.di F., di recente operativa, chiedeva al Comune con raccomandate 20 e 29 settembre 1979 , copia dei relativi atti e, dopo averne avuto visione, con ricorso notificato il 14 novembre 1979 impugnava sia il diniego sia – tutti gli atti di formazione, adozione ed approvazione della variante al P.di F. adottata dal Comune con deliberazione giuntale 26 giugno 1976 n. 114, e in particolare, oltre alla predetta deliberazione, le deliberazioni consiliari n. 110 e 111 in data 27 novembre 1978 nonché la deliberazione della Giunta regionale 5 febbraio 1979,n. 537 e il decreto del Presidente della Giunta regionale 17 aprile 1979, n. 597 (approvazione regionale della variante).
Il TAR dichiarava il ricorso irricevibile perché tardivo, relativamente alla presupposta variante di piano.
3. Osserva il Collegio che per quanto consta agli atti risulta tempestivo l’originario ricorso laddove è diretto contro il diniego di concessione edilizia. Si tratta infatti di provvedimento che è stato notificato all’interessato il 7 agosto 1979 e che è stato impugnato avanti al TAR con ricorso notificato il 14 novembre 1979 (vale a dire, considerata la sospensione dei termini feriali, il 60° giorno dalla notifica del diniego).
Quanto agli atti pianificatori, non appare condivisile la tesi degli appellanti secondo cui il termine decadenziale per impugnare il P.di F. non sia decorso, in difetto di pubblicazione all’albo pretorio dell’avviso di deposito, risultando equivalente ai fini della piena conoscibilità degli atti della variante la pubblicazione al predetto albo (dal 19 aprile al 19 maggio 1979) del d.P.G.R. n. 597/1979 approvativo della variante medesima.
Il vincolo di inedificabilità ha poi carattere immediatamente lesivo, il che ne comportava una immediata impugnazione (cfr. C.S., VI,. n. 5258/2009)
4. In ogni caso nel merito la variante nell’imporre il vincolo sull’area del signor De D., per il rispetto nella pineta, al di là della ambiguità lessicale, sembra giustificarsi nel rilievo che l’area stessa è confinante con la pineta .
Il che del resto emerge dalle tavole di piano che prevedono espressamente detta area tra quelle di rispetto.
La residua censura (conformità del diniego alle norme di piano) appare dunque infondata
Per le ragioni che precedono l’appello va respinto, come da motivazione, con conseguente rigetto del ricorso in prime cure.
Le spese del grado di giudizio possono essere compensate.

P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge nei sensi di cui in motivazione, e per l’effetto, respinge il ricorso di primo grado .
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2010 con l’intervento dei magistrati:
Pier Giorgio Trovato, Presidente
Gianpiero Paolo Cirillo, Consigliere
Marco Lipari, Consigliere
Francesco Caringella, Consigliere
Adolfo Metro, Consigliere, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 16 MAR. 2011.