ROMA – Ennesimo suicidio in carcere. È accaduto martedì sera a Roma. «Un detenuto si è impiccato nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso», sottolinea il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Si tratta di Daniele Bellante, siciliano originario di Vittoria, 31 anni. L’uomo si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella con una striscia di tessuto appesa alle sbarre della finestra.

IN CARCERE DA SETTEMBRE – Non era legato a cosche mafiose, e non sarebbe stato collaboratore di giustizia (come invece nei primi momenti era trapelato, ndr), Daniele Bellante, 31 anni, di Vittoria (Ragusa), il detenuto che si è impiccato ieri sera, a Roma, nel carcere di Rebibbia. Lo precisano fonti della polizia di Stato. Però Bellante dallo scorso febbraio aveva iniziato a fare dichiarazioni che la magistratura stava vagliando. Seppure non risultasse legato a cosche mafiose, l’uomo si sarebbe detto disponibile a rivelare particolari su reati di droga e omicidio. Per questo motivo era stato trasferito nella sezione collaboratori di giustizia. Bellante – secondo quanto si è appreso da fonti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – è il ventesimo detenuto che si è tolto la vita dall’inizio dell’anno nelle sovraffollate carceri italiane. Il motivo del suo gesto – riferiscono fonti penitenziarie – potrebbe essere di carattere familiare. Sembra infatti che avesse saputo dell’intenzione della moglie di lasciarlo. I soli precedenti del giovane noti alle forze dell’ordine riguardano una serie di denunce per furto e ricettazione. Bellante si trovava in carcere dal 30 settembre dell’anno scorso, quando fu arrestato l’ultima volta per avere violato l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Gli agenti lo ammanettarono a Vittoria, appena sceso da un autobus proveniente da Catania.

fonte: Corriere della Sera