Il ricorrente – indagato ed arrestato nel febbraio del 1993 con l’accusa di corruzione di un funzionario, ma dopo cinque giorni rilasciato e sentito come persona informata sui fatti – si era rivolto alla Corte d’appello per ottenere il rimborso delle spese legali e per lamentare il danno subito dalla ingiusta detenzione subita. La Corte statale aveva accolto solo parzialmente le richieste considerando che il ricorrente doveva comunque considerarsi coinvolto in alcune attività predisposte dallo stesso funzionario condannato nel processo in cui, successivamente, il ricorrente stesso era stato esaminato come testimone. La Corte europea ha ritenuto sussistente la violazione dell’art. 6 paragrafo 2 Cedu (che consacra la presunzione di innocenza fino alla dimostrazione legale della colpevolezza), in quanto la Corte d’appello interna aveva ritenuto il ricorrente complice di un fatto giudicato in un processo a carico di un terzo in cui, rivestendo egli il ruolo di testimone, non aveva potuto beneficiare dei diritti garantiti per la difesa
Autorità: Corte europea dir. uomo
Data: 28 ottobre 2003
Numero:
Parti: Baars C. Paesi Bassi